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Locus e Nexera: il robot che prende i pacchi difficili

Locus Robotics porta NeuraGrasp di Nexera su Array per aumentare la copertura degli SKU. Il punto non è il braccio: è la presa sugli oggetti che finora costringevano l'umano a rientrare nel loop.

22 maggio 2026 7 minuti
Gripper NeuraGrasp di Nexera Robotics integrato con Locus Robotics
Pubblicato
22 maggio 2026
Tempo di lettura
7 minuti
Picking robotico Magazzino End effector AMR
Robot mobili Locus in corsia di magazzino con contenitori per fulfillment
Il magazzino non si blocca sui pacchi perfetti: si blocca su buste, tessili, forme morbide e SKU che cambiano ogni giorno.

Il robot di magazzino sembra facile finché deve prendere una scatola. Poi arriva una busta morbida, un capo in tessuto, un flacone con forma strana, un pacco poroso o un oggetto che non offre una bella superficie per la ventosa. È lì che molti sistemi di picking smettono di sembrare intelligenti.

Locus Robotics vuole ridurre proprio quel punto debole. Secondo The Robot Report, l'azienda sta integrando NeuraGrasp di Nexera Robotics su Locus Array, il suo mobile manipulator. L'obiettivo è semplice da raccontare e difficile da realizzare: prendere molti più SKU senza cambiare utensile ogni volta.

In sintesi

NeuraGrasp combina membrana morbida e compliant, sensing, computer vision e AI. Locus lo presenta come una risposta ai limiti della sola aspirazione, soprattutto su polybag, tessili, piccoli elettronici, farmaceutico, oggetti industriali e beni consumer fino a 5 libbre, circa 2,2 kg.

La notizia è interessante perché parla del problema vero del fulfillment: non muovere il robot in corsia, ma farlo interagire con oggetti sporchi di realtà. In un catalogo e-commerce gli SKU non sono cilindri, cubi e parallelepipedi ordinati. Sono materiali, superfici, deformazioni e packaging che cambiano continuamente.

La presa è il momento della verità

Per anni la robotica di magazzino ha fatto progressi enormi su navigazione, orchestrazione, percezione e path planning. Ma il contatto resta una prova più severa. Se il gripper fallisce, tutto il resto del sistema può essere perfetto e il pick comunque non avviene.

Il motivo è fisico. Un oggetto morbido cambia forma quando lo tocchi. Una busta porosa perde tenuta con la ventosa. Un capo piegato non offre lo stesso bordo due volte. Una confezione leggera può scivolare, ruotare, piegarsi o coprire il barcode nel momento sbagliato.

Locus Array e robot mobili in area di picking automatizzato
Il valore non è solo avere un robot mobile in corsia: è far lavorare insieme mobilità, presa, visione e orchestrazione del flusso.

Perché non basta aggiungere una pinza

La tentazione è pensare che basti sostituire una ventosa con una pinza più furba. In realtà l'end effector è solo un pezzo del sistema. La presa deve essere scelta dalla visione, confermata dai sensori, adattata al peso, coordinata con il movimento del braccio e poi restituita al software di fulfillment come evento riuscito o da recuperare.

Locus ha già una base significativa: oltre 17.000 sistemi, più di 360 facility, oltre 7 miliardi di pick e un modello RaaS che rende la scalabilità commerciale parte del prodotto. Nexera porta una tecnologia di manipolazione più flessibile, con l'ambizione di aumentare la copertura degli SKU senza moltiplicare eccezioni manuali.

Per chi compra automazione, questa è la domanda che conta: quanti oggetti restano fuori dal caso d'uso? Un sistema che prende il 70% degli SKU può essere utile in un flusso ben disegnato. Ma se il 30% residuo concentra picchi, urgenze e reclami, il ROI evapora.

Cosa cambia per una PMI

Una PMI manifatturiera o un operatore logistico non deve leggere questa notizia come una gara tra brand. Deve leggerla come una checklist di progetto. Prima di automatizzare picking o sorting, bisogna conoscere mix SKU, packaging, deformabilità, superfici, peso reale, frequenza di cambio formato e percentuale di oggetti borderline.

Qui entrano bene servizi come scarico e carico e movimentazioni interne. Se il flusso ha oggetti regolari, un AMR o un cobot semplice può bastare. Se il flusso è fatto di articoli variabili, serve progettare presa, visione, contenitori, eccezioni e postazione umana come un unico processo.

Corsia di magazzino con scaffali e attività di picking robotico
Il picking non vive nel vuoto: scaffali, operatori, cassette, barcode e replenishment decidono quanto il robot può essere davvero autonomo.

Il robot che prende quasi tutto non esiste ancora

La frase più interessante non è “prende tutto”. È “prende abbastanza da cambiare l'economia del flusso”. Nel pezzo di The Robot Report, Locus parla di coprire la maggioranza degli SKU dei clienti e cita oggetti prima difficili: polybag perforate, beanie, mesh bag e articoli con superfici poco adatte alla suzione.

Questa è la strada giusta: meno magia, più copertura misurabile. Un buon progetto di picking deve dichiarare cosa prende, cosa non prende, come riconosce l'errore, chi interviene, quanto dura il recovery e quante eccezioni per ora sono sostenibili senza spezzare il turno.

Conclusione

Locus e Nexera ricordano una cosa utile: la robotica di magazzino non fallisce quasi mai perché il robot non sa muoversi. Fallisce quando l'oggetto reale non assomiglia all'oggetto ideale. La presa è il punto in cui l'automazione tocca il mondo. Se quel contatto diventa più affidabile, il magazzino cambia davvero: meno eccezioni, meno passaggi manuali, più continuità nel turno.

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